La spia di Dio: un thriller Longanesi ambientato nei giorni della morte di Papa Wojtyla. Juan Gomez Jurado è un giovanissimo autore che in Spagna ha - come si suol dire - fatto furore con il suo ultimo romanzo: La spia di Dio. In quest'intervista, il giovane giornalista madrileno racconta qualcosa del plot narrativo dietro al romanzo; ma anche di come ha fatto a documentarsi sul Vaticano per raccontarne alcuni aspetti poco conosciuti. Roma, aprile 2005. Giovanni Paolo II è morto da poche ore, e mentre piazza San Pietro si riempie di fedeli pronti a dargli l’ultimo saluto, il Vaticano freme nei preparativi per il conclave che dovrà dare il nome del nuovo pontefice. Un evento dietro il quale da secoli si articolano intrighi, si tessono e si sciolgono alleanze, e si consumano crimini. È allora che i due papabili più favoriti, appartenenti all’ala liberale della Chiesa, vengono trovati cadaveri, uccisi secondo lo stesso, macabro rituale, con tanto di mutilazioni e messaggi in chiave biblica. Per l’ispettore Paola Dicanti, una dei pochi profiler al mondo specializzatisi presso l’FBI, il compito di fermare l’assassino si annuncia particolarmente difficile. Alle crudeli astuzie dello psicopatico si sommano gli ostacoli che i servizi di sicurezza del Vaticano pongono alle indagini; l’arrivo dell’affascinante padre Fowler, ex militare dell’aeronautica statunitense il quale, oltre a conoscere il killer, sembra celare un fosco passato e segreti cruciali per la risoluzione del caso, obbliga Paola a un’ulteriore sfida con i suoi stessi demoni. Azione elettrizzante, mistero, avvincenti protagonisti sulle tracce di uno psicopatico assetato di sangue, e uno straordinario colpo di scena finale... Un degno vicino di scaffale di Thomas Harris e Dan Brown
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